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Condurre con il cuore: verso una leadership inclusiva

Creare ambienti di lavoro emotivamente sicuri

Obiettivi

Il contesto socio-economico in cui le aziende operano richiede una vera e propria ossessione nei confronti del cliente, una straordinaria velocità di reazione verso gli sconvolgimenti di scenario e una rinnovata capacità inventiva rispetto a prodotti e servizi. 
Una magia che può essere realizzata, per dei manager, solo grazie alla creazione di gruppi di lavoro compatti, creativi, focalizzati e capaci di mettersi costantemente l’uno a disposizione dell’altro.
Un risultato realizzabile solo attraverso la creazione di contesti di lavoro che siano “emotivamente sicuri”, che facciano dell’empatia uno strumento di lavoro e dell’autorevolezza lo stile principale di conduzione.
In due parole, attraverso quella che ci proponiamo di definire come Leadership Inclusiva.

A chi è rivolto

Per i dirigenti che vogliono diventare più consapevoli degli strumenti e delle capacità che hanno a disposizione per generare relazioni fertili e dunque risultati efficaci dentro i propri contesti di riferimento.

I temi trattati

- Autorevolezza vs autorità

- La teoria dell’emotional safety

-  Comportamenti e attitudini culturali adatti a trasformare un gruppo passivo in un gruppo attivo

- “Governare con le domande”

-  La teoria dei nudge sulla “spinta gentile “elaborata dal premio Nobel Richard Thaler

- Il rapporto tra intelligenza cognitiva ed intelligenza emotiva

- Leadership inclusiva

DOCENTE

VALERIA CANTONI

Presidente di ArtsFor, società che a partire dall’incontro tra le humanities e le diverse discipline crea progetti culturali e percorsi di cambiamento e apprendimento organizzativo incentrati sullo sviluppo della persona nella sua integralità. Filosofa e mediatrice umanistica del conflitti, approccio che ha applicato alle organizzazioni per promuovere “leading by-heart”, un nuovo modello di leadership inclusiva e creare ambienti di lavoro emotivamente sicuri, fertili e antifragili. Dal 2007 è docente del corso "Arte e Impresa" all'Università Cattolica di Milano e dal 2015 è membro del CDA della Fondazione Adolfo Pini, dove ha ideato e dirige il progetto Casa dei saperi, un luogo di apprendimento continuo e scambio pluri-disciplinare tra e con i millennial sul tema delle nuove utopie applicate alla vita e al lavoro. Ha tre fonti di apprendimento: i libri, la lunga esperienza con le persone nelle imprese, i figli adolescenti, che la pongono ogni giorni di fronte all’inatteso. Da febbraio 2020 si aggiunge anche il Covid19.

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