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DAI Big Data e mentalità indiziaria

Contesto

tra le doti oggi più richieste ai manager vi è la capacità di leggere, comprendere e utilizzare dati, indizi e segnali deboli per identificare processi in corso, capire i comportamenti del mercato – anche quelli apparentemente inspiegabili – e, ove possibile, anticipare un futuro che già inizia a manifestarsi. Il mondo dei Big data e dei business analytics consente, grazie a piattaforme e algoritmi sempre più potenti, di analizzare moli crescenti di dati. Ma senza la capacità umana di comprendere, relativizzare e applicare il pensiero critico a queste informazioni, i dati analizzati possono essere inutili, se non addirittura fuorvianti. La sfida non è dunque conoscere molte risposte ma saper fare le domande giuste.  E anche i sistemi di rappresentazione grafica – business graphics, infografiche, rooted maps, … – sono sempre più importanti perché, quando usati correttamente, non si limitano a illustrare ma svelano nuove correlazioni e proprietà dei dati rappresentati.

Obiettivi

Comprendere la potenza dei dati, le loro capacità esplicative ma anche le dimensioni problematiche: il rischio cioè sia di auto-ingannarci che di ingannare nonostante l’apparente obiettività dei numeri. E soprattutto il grande potere delle rappresentazioni grafiche, strumento non solo di illustrazione ma anche di insight e illuminazione; purché, però, non rimangano semplice riempimento decorativo – “Chart Junk” secondo la nota definizione di Edward Tufte. Dati non solo per decidere – cosa fare cioè nel presente – ma anche per comprendere quanto fatto ed evitare di rifare gli stessi errori e nell’anticipare – idealmente prima degli altri – il futuro che già si manifesta. Approfondiremo non solo la rivoluzione dei big data, resa possibile grazie al digitale e alla diffusione dei sensori, ma anche il ritorno dell’osservazione etnografica come motore principe del marketing: il “piccolo mondo” degli small data, secondo la felice espressione coniata da Martin Lindstrom.

I temi trattati

La rivoluzione dei big data: Open data, business analytics e Internet of things

L’innovazione delle rappresentazioni e il potere delle immagini

Le fallacie dei dati: correlazioni spurie, rappresentazioni ingannevoli, automatismi del cervello

Una breve riflessione sulla privacy e sul GDPR

Non solo big data: gli small data e il ritorno dell’osservazione etnografica

COORDINATORE SCIENTIFICO

ANDREA GRANELLI

Presidente e fondatore di Kanso, società di consulenza che si occupa di innovazione e change management. È specializzato in cultura digitale e in leadership. Ha lavorato prima in Montedison e in McKinsey e poi come CEO in tin.it (l’operatore Internet del gruppo Telecom Italia) e in TILab (l'azienda che gestisce le attività di R&D e Venture Capital sempre del Gruppo Telecom). È anche presidente dell’Archivio Storico Olivetti.

TESTIMONIAL

STEFANO NOCENTINI

Nato a Forlì nel 1962.Laureato in Ingegneria Elettronica all’Università “La Sapienza” di Roma nel 1987. Sposato con 2 figli.
Appassionato di innovazione applicata. In Gartner dal 2015 come Senior Executive Partner.
Aiuto le maggiori Aziende Pubbliche e Private in Italia a compiere la trasformazione digitale nel modo più veloce e meno rischioso per la loro organizzazione.
In precedenza sono stato responsabile del Progetto Integrazione dei Servizi in Poste Italiane a partire dal 2013.Ho iniziato la mia carriera in Telecom Italia (SIP) nel 1987.

Ruoli ricoperti
Responsabile TI Lab (centro di Ricerca e Sviluppo di Telecom Italia con più di 1000 risorse)

Responsabile Network
Responsabile del Marketing Top Clients and Public Sector

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