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Ecologia delle relazioni

La collaborazione ai tempi del lavoro da remoto, fra solitudine e iper connessione

Il contesto e l'idea

Negli ultimi mesi il nostro modo di lavorare è cambiato profondamente. L’esperienza del lockdown, e dei mesi che lo hanno seguito e che seguiranno, ha messo in discussione l’immaginario comune legato al lavoro di ufficio, andando a portare agli estremi i concetti su cui si basa il cosiddetto lavoro agile.
In virtù della diversità nell’utilizzo di spazio e di tempo siamo chiamati a ridefinire alcuni aspetti cardine del nostro stare insieme, diventare migliori organizzatori per imparare a non soccombere agli inciampi del lavoro a distanza, riconfigurare forme di collaborazione e trovare il proprio personale equilibrio nel rapporto tra vita personale e lavoro.

Con sfide così importanti, inedite ed urgenti, diventa importante accompagnare i colleghi in una concreta riflessione, ricca di
consigli condivisi e spunti operativi, su come modificare alcune abitudini professionali radicate al vecchio contesto professionale, per trarre i migliori vantaggi dalla situazione attuale.
Uscendo il più possibile dalla retorica che spesso accompagna le riflessioni sul remote working: ovverosia senza negare le difficoltà e le idiosincrasie dello strumento, ma lavorando per ridefinire una nuova normalità in cui produttività individuale ed equilibrio collettivo siano dei punti cardine.

Sopravvivere al remote working

Nel momento in cui il lavoro si polarizza diventa urgente una riflessione sulle nuove modalità di collaborazione. Se da un lato
c’è il rischio dell’isolamento, dall’altro c’è quello dell’iperconnessione. Ridefinire regole per rispettare gli spazi e l’autonomia del singolo, senza isolarlo diventa fondamentale.

RELATORE

PAOLO ANTONINI

Nel gennaio 2016 fonda ArtsFor_ con Valeria Cantoni e Camilla Invernizzi. Nel 2008 entra in Trivioquadrivio dove si è occupato di apprendimento organizzativo e di ideazione di progetti di comunicazione su base nazionale e internazionale e festival culturali sul territorio. In ambito formativo progetta programmi formativi anche attraverso l’ideazione di Art Based Programs che utilizzano cinema, teatro, musica e arti figurative come strumenti formativi in contesti business. È ideatore del metodo Mind Fitness, dedicato all’apprendimento organizzativo attraverso la lettura di opere d’arte contemporanea. È facilitatore certificato della metodologia Lego Serious Play. È socio fondatore dell’associazione Art For Business.

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