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Funzionare o esistere?

I temi trattati

Anziani considerati ormai ‘vecchi’, fuori dal ciclo produttivo e soprattutto da quello del consumo. Giovani che non hanno più il diritto di essere giovani, ma sono inseriti da subito nella giostra delle competenze da acquisire, dei risultati da conseguire, con l’imperativo di essere ‘imprenditori di se stessi’. Fragilità umane di tutti noi che vengono stigmatizzate come intoppi nella realizzazione di una felicità del qui e ora, col risultato di impregnarci di angoscia e paura del futuro. Non è lo scenario distopico di un libro di fantascienza, ma il panorama della nostra situazione attuale.

Come ci siamo arrivati? Quando abbiamo abdicato alla nostra irriducibilità per una modellizzazione meccanica? Perché abbiamo accettato di diventare un mero ‘bilancio di competenze’ governato da un algoritmo ottimista, e perché ci siamo lasciati convincere che saremo migliori e più felici se ci lasceremo ‘aumentare’ dalle macchine? Ma soprattutto: c’è una via di resistenza a tutto questo? Un modo che trovare un compromesso tra l’esistere e il funzionare?

Incontriamo Benasayag per portare all’attenzione dei manager un tema fondamentale che vede attivare la loro responsabilità verso una sempre maggiore integrazione tra dimensione tecnologica e dimensione umana.

Lecture a cura di

MIGUEL BENASAYAG

Filosofo e psicoanalista franco-argentino, rifugiatosi in Francia dopo l’esperienza della guerriglia guevarista. Oggi molto noto in Italia e a livello internazionale, ha acquisito la sua fama per il libro L’epoca delle passioni tristi, scritto con Gérard Schmit (Feltrinelli, 2004). Ha pubblicato nel tempo diversi libri di successo: Contro il niente. abc dell’impegnoL’epoca delle passioni tristi. Oltre le passioni tristi. Dalla solitudine contemporanea alla creazione condivisa. Il cervello aumentato, l’uomo diminuito. Elogio del conflitto. Funzionare o esistere?

Coordinatore

VALERIA CANTONI

Presidente di ArtsFor, società che a partire dall’incontro tra le humanities e le diverse discipline crea progetti culturali e percorsi di cambiamento e apprendimento organizzativo incentrati sullo sviluppo della persona nella sua integralità. Filosofa e mediatrice umanistica del conflitti, approccio che ha applicato alle organizzazioni per promuovere “leading by-heart”, un nuovo modello di leadership inclusiva e creare ambienti di lavoro emotivamente sicuri, fertili e antifragili. Dal 2007 è docente del corso "Arte e Impresa" all'Università Cattolica di Milano e dal 2015 è membro del CDA della Fondazione Adolfo Pini, dove ha ideato e dirige il progetto Casa dei saperi, un luogo di apprendimento continuo e scambio pluri-disciplinare tra e con i millennial sul tema delle nuove utopie applicate alla vita e al lavoro. Ha tre fonti di apprendimento: i libri, la lunga esperienza con le persone nelle imprese, i figli adolescenti, che la pongono ogni giorni di fronte all’inatteso. Da febbraio 2020 si aggiunge anche il Covid19.

Valeria Cantoni introduce l'ospite

Funzionare o esistere?

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