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Il manager che riposa

Imparare a misurare e ascoltare la stanchezza e le emozioni e metterle al servizio del gruppo

Contenuti

Nell’ultimo anno la stanchezza e una certa forma di chiusura nella bolla domestica sono un sentimento costante a cui un manager deve far fronte verso di sé e verso i propri collaboratori, considerando questo stato come parte di un processo di cambiamento e non solo come ostacolo da combattere in nome dell’efficienza. Il Covid e tutto quello che ha comportato hanno generato emozioni che impattano molto sul nostro apprendimento proprio come accade ai bambini quando imparano la matematica. Dunque dobbiamo riconnetterci con queste emozioni, con la stanchezza e con quello che ci accade per poter fare leva sul valore del riposo e imparare cose nuove in modo nuovo. Da Gianfranco Marrone e Daniela Lucangeli trarremo spunti e sollecitazioni da declinare poi in comportamenti manageriali che favoriscono la qualità del riposo e dunque del lavoro e dell’apprendimento in tempi così emotivamente complessi.

Obiettivi

Il weblab ha l’obbiettivo di riabilitare il riposo a fonte strategica di idee, energia, emozioni positive, togliendolo dal novero dei peccati contemporanei e rieducando a promuovere una cultura del vero riposo a tutti i livelli dell’organizzazione.

Tre ore da trascorrere insieme, tra momenti frontali, dialoghi a coppie in sotto-aule ed esercizi in gruppo per creare un vademecum rieducativo al sapersi risposare in modo creativo.

Docente

VALERIA CANTONI

Presidente di ArtsFor, società che a partire dall’incontro tra le humanities e le diverse discipline crea progetti culturali e percorsi di cambiamento e apprendimento organizzativo incentrati sullo sviluppo della persona nella sua integralità. Filosofa e mediatrice umanistica del conflitti, approccio che ha applicato alle organizzazioni per promuovere “Leading by heart”, progetto formativo per una leadership inclusiva che sa creare ambienti di lavoro emotivamente sicuri, fertili e antifragili. Dal 2007 è docente del corso "Arte e Impresa" all'Università Cattolica di Milano e dal 2015 è membro del CDA della Fondazione Adolfo Pini, dove ha ideato e dirige il progetto Casa dei Saperi, un luogo di apprendimento continuo e scambio pluri-disciplinare tra e con i millennial sui tema della contemporaneità tra vita e lavoro. Ha tre fonti di apprendimento: i libri, la lunga esperienza di formatrice con i manager, i figli adolescenti, che la pongono ogni giorno di fronte all’inatteso. Da febbraio 2020 si aggiunge anche il Covid19.

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