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Il manager errante

Innovare tra ordinarietà e straordinarietà

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“Ho iniziato per caso, se mai il caso esistesse, e all’inizio mi sembrava un errore essere lì, con loro … Poi ho scoperto che loro si sentono quasi sempre errori, grazie a noi normali: a scuola, sull’autobus, alle feste di compleanno dove non vengono invitati mai… Ma anche che sull’errore si può costruire un meraviglioso metodo di lavoro per riscattare la potenzialità poetica di questi ragazzini, sconosciuta a molti, a me per primo. Almeno per questi tre motivi il nostro lo abbiamo chiamato Atelier dell’Errore.” Luca Santiago Mora

La vita può essere un’opera d’arte sociale e collettiva, come quella che sta creando Luca Santiago Mora con i ragazzi dell’atelier dell’errore. L’innovazione si crea quando si ha il coraggio di non fare più come si è fatto prima, dunque, per il senso comune, quando si ha la forza di sbagliare. Solo la possibilità di sbagliare, la fiducia che l’errare umano sia una delle più grandi opportunità per il cambiamento, permette di intraprendere strade che all’inizio sembrano delle avventure impossibili. Motivare autorizzando l’errore, lasciando che l’errore diventi materia viva di lavoro sembra essere il modo in cui si procede all’atelier dell’errore di Luca Santiago Mora. L’errore, all’atelier, è passaggio importante per la creazione e offre possibilità di scoprire nuove forme e nuovi modi di leggere il mondo.

“Io non posso disegnare”

E’ nato così l’atelier dell’errore, su un’impossibilità,  su un limite che sembrava essere una condizione non valicabile e fissa per i ragazzi della neuropsichiatria infantile di Reggio Emilia. È nata una sfida alle regole di chi può o non può disegnare, fare arte, esprimersi nel linguaggio logico, della grammatica e del sesno comune, del pensiero lineare. E’ stato un andare oltre al guado, un inciampo in un mondo altro con strumenti molto limitati (matite, pastelli, pennarelli). 

La storia dell’atelier dell’errore raccontata dal suo fondatore e animatore ci porterà nel corso della lecture ad affrontare con più coraggio temi come l’innovazione sociale, la collaborazione, la cura, la generosità per il gruppo, l’errore generativo e la paura di uscire dagli schemi dati. Un racconto che si porta dietro immagini meravigliose di quella zoologia profetica che viene creata all’atelier. Metafore organizzative accompagnano la lecture e alla fine si chiuderà con un grande esercizio collettivo su alleati e nemici del lavoro di ognuno.

PER LEGGERE LA STORIA DELL'ATELIER DELL'ERRORE CLICCA QUI

 

In scena

LUCA SANTIAGO MORA

Artista visivo e fotografo, fonda nel 2002 l’Atelier dell’Errore, un laboratorio artistico per i giovani pazienti della Neuropsichiatria Infantile dell’AUSL di Reggio Emilia, sviluppandolo poi nel 2013 a Bergamo. Nel 2015 nasce l’Atelier dell’Errore Big con gli allievi ormai maggiorenni, un’alta scuola di specializzazione e professionalizzazione nell’ambito delle arti visive, oggi divenuto cooperativa sociale i cui dipendenti sono gli artisti dell’atelier. Ospitato da Max Mara all’interno della Fondazione Maramotti di Reggio Emilia, da questa collaborazione sono nati alcuni importanti progetti oltre al bellissimo libro Atlante di Zoologia Profetica (2016), edito da Corraini Edizioni.

VALERIA CANTONI

Presidente di ArtsFor, società che a partire dall’incontro tra le humanities e le diverse discipline crea progetti culturali e percorsi di cambiamento e apprendimento organizzativo incentrati sullo sviluppo della persona nella sua integralità. Filosofa e mediatrice umanistica del conflitti, approccio che ha applicato alle organizzazioni per promuovere “leading by-heart”, un nuovo modello di leadership inclusiva e creare ambienti di lavoro emotivamente sicuri, fertili e antifragili. Dal 2007 è docente del corso "Arte e Impresa" all'Università Cattolica di Milano e dal 2015 è membro del CDA della Fondazione Adolfo Pini, dove ha ideato e dirige il progetto Casa dei saperi, un luogo di apprendimento continuo e scambio pluri-disciplinare tra e con i millennial sul tema delle nuove utopie applicate alla vita e al lavoro. Ha tre fonti di apprendimento: i libri, la lunga esperienza con le persone nelle imprese, i figli adolescenti, che la pongono ogni giorni di fronte all’inatteso. Da febbraio 2020 si aggiunge anche il Covid19.

PAOLO ANTONINI

Nel gennaio 2016 fonda ArtsFor_ con Valeria Cantoni e Camilla Invernizzi. Nel 2008 entra in Trivioquadrivio dove si è occupato di apprendimento organizzativo e di ideazione di progetti di comunicazione su base nazionale e internazionale e festival culturali sul territorio. In ambito formativo progetta programmi formativi anche attraverso l’ideazione di Art Based Programs che utilizzano cinema, teatro, musica e arti figurative come strumenti formativi in contesti business. È ideatore del metodo Mind Fitness, dedicato all’apprendimento organizzativo attraverso la lettura di opere d’arte contemporanea. È facilitatore certificato della metodologia Lego Serious Play. È socio fondatore dell’associazione Art For Business.