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Nudge Around the Table

Il contesto

Esiste una tendenza naturale, diffusa universalmente, anche se con una certa variabilità culturale, all'azione donativa. Ci piace donare. Quando doniamo nel nostro cervello si accendono gli stessi circuiti della ricompensa che si attivano quando mangiamo cioccolato o vinciamo alla lotteria. Tale propensione al dono, però, può essere facilitata o ostacolata dalle circostanze nelle quali ci troviamo a decidere, dall'architettura della scelta.

Le scienze comportamentali esplorano il processo cognitivo e le interazioni attraverso lo studio del passato e l’osservazione del presente.  Applicarle ai cambiamenti di business significa fare ricorso a regole non economiche per spiegare alcuni comportamenti, verificare attraverso test che sia possibile “modellizzarli” e identificare i mezzi, le modalità più idonee per accompagnare il comportamento in ambito economico a una evoluzione. 

Applicando la teoria deI Nudge al mondo del Business si possono ottenere grandi risultati con piccoli incentivi: con un mero pungolo, la cosiddetta “spinta gentile”, è possibile accompagnare l’individuo a fare la scelta migliore. Il manager diventa “Architetto delle scelte” quando è consapevole dei processi di base che regolano le risposte umane automatiche, e sa come influire su questi processi per influenzare il proprio comportamento e quello delle persone con cui collabora.

La metodologia

Per il percorso, sono stati progettati due differenti approcci metodologici focalizzati sulla collaborazione dei partecipanti e sullo sviluppo di dinamiche di networking:

Grand Round: si tratta di una tavola rotonda partecipata, incentrata sull’analisi di uno o più casi rilevanti e ricchi di
insegnamenti, tipicamente complessi. Il caso di studio viene presentato inizialmente dal moderatore e ai partecipanti vengono fornite risorse (materiali, documenti, dati etc.) per poterlo analizzare. Man mano che il racconto del caso procede, in modo narrativizzato, i partecipanti possono consultare il proprio materiale per sviluppare le proprie opinioni. Si apre a questo punto la fase di discussione, moderata in modo da favorire l’espressione di tutti i partecipanti ed un confronto costruttivo. Successivamente all’incontro viene fornito ai partecipanti un report che riassume il caso e la discussione che si è sviluppata.

Behavioral Mentoring: viene utilizzato un approccio guidato, basato sulla behavioral economics, per affrontare un problema rilevante per i partecipanti e fornire un outcome che rimane a disposizione di tutti gli intervenuti. L’incontro è guidato dal canvas di progettazione (Behavioral Insight Canvas, BIC): i partecipanti sono accompagnati nella compilazione sistematica del canvas, partecipando in modo collaborativo ed applicandosi al tema/problema comune. Il Canvas fornisce le domande-guida e i materiali necessari ad affrontare il problema nel modo più corretto e completo in prospettiva comportamentale.