Salta al contenuto principale

Gennaio 2021 _I manager, la Crisi Covid-19 e il futuro ( Parte 2)

Leggi l'abstract della ricerca e se sei un associato fai login e scaricala

Tra le fine di novembre 2020 e l’inizio di gennaio 2021 AstraRicerche ha svolto per CFMT e Manageritalia una ricerca quantitativa tramite 1.111 interviste on line a managers iscritti a Manageritalia. I risultati sono in parte confrontabili con due precedenti rilevazioni, in particolare con quella di aprile 2020 (svolta nella fase più critica della prima ondata di pandemia Covid-19).

Lo stato delle aziende || La capacità produttiva: un recupero significativo ma parziale

Mentre ad aprile 2020 solo il 31.1% delle aziende aveva mantenuto una capacità produttiva piena (capacità di produrre come conseguenza della disponibilità di materie prime/servizi di base, fornitori, forza lavoro, etc. – quindi non solo relativa al personale ma anche alla filiera ed ad altri fattori), a inizio 2021 il valore sale al 47.9%: ancora oggi più di un’azienda su due non è tornata a pieno regime; più nello specifico il 27.0% ha una capacità tra 75 e 90 punti su 100, il 14.2% tra 60 e 75 punti ma il 10.9% non supera 60 punti su 100. Nei settori Turismo ed HoReCa la situazione è drammaticamente peggiore: il 63% non raggiunge un quarto (25 punti su 100) della capacità ottimale e solo il 13% ha mantenuto o recuperato la capacità piena.

Sono ripartite più velocemente le aziende del Nord-Est, quelle multinazionali e quelle con headquarter all’estero. Il settore che performa meglio è quello IT/TLC.

Aprile 2020 : I managers, la Crisi Covid-19 e il futuro ( Parte 1)

La crisi, ci dicono i manager che la stanno vivendo, ha insegnato che: la trasformazione digitale è una necessità (57%), le aziende sono in grado di cambiare e adattarsi a nuovi contesti in modo molto più rapido di quanto si pensi (47%), che la trasformazione digitale può portare cospicui vantaggi (45%), che i lavoratori sono più vicini  affezionati alle aziende di quanto si pensi (42%), che le aziende sono più resilienti di quanto si dica (39%), che le attività strategiche, organizzative e di budget dovrebbero prevedere l’ipotesi di “cigni neri” per essere più pronti ad agire (36%), che sotto stress nelle aziende tutti o quasi diamo il meglio e otteniamo performance migliori (33%).

Forte anche il learning by doing obbligato e sperimentato in questo frangente in merito alle competenze necessarie. In particolare, tra le competenze più calde e gettonate, da sviluppare anche per gli anni a venire, emergono: capacità di risolvere problemi anche completamente imprevisti (48,9%), flessibilità, capacità di adattarsi al contesto (46,2%), capacità di gestire le persone a distanza (40,7%), capacità di visione strategica (38,4%), capacità di organizzare e riorganizzare (37,5%), resistere allo stress e alla pressione esterna (33,3%).

Insomma, questa crisi è stata un bello stravolgimento di tante, troppe certezze, sfumate dalla sera alla mattina. Ma i manager erano pronti? Sì, nel 61% dei casi erano pronti ad affrontare una sfida come quella posta dall’emergenza coronavirus. E, anche grazie a questo, oggi più che mai si sentono: punto di riferimento per il team (88%), di poter dare il meglio in situazioni così difficili (82%), più apprezzati che prima della crisi (53%).

 

,