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Sopravvivere al cambiamento

I temi trattati

Parlare di cambiamento genera spesso elevate aspettative che non sempre possono essere soddisfatte: a volte ci si aspetta di ricevere delle vere e proprie ricette, come l’elisir della gestione del cambiamento, una sorta di filtro magico che induca i soggetti ad accettare il cambiamento o, ancora più difficile, a farlo accettare agli altri (collaboratori, colleghi, ecc.). 

DEFINIZIONE DI CAMBIAMENTO

Il rapporto tra cambiamento e stress. 

Lo stress - definito come “sindrome generale di adattamento” - ha un forte legame con il cambiamento, tuttavia, sul termine stress, occorre fare chiarezza e sfatare alcuni luoghi comuni, in particolare: 

• Differenza tra stress (effetto) e stressor (causa)

• Dello stress abbiamo bisogno (esempio della camera di deprivazione sensoriale come forma di tortura)

• Lo stress non è solo negativo (scala dello stress di Holmes e Rahe)

LE REAZIONI FISIOLOGICHE AL CAMBIAMENTO  

Il concetto di stress viene erroneamente associato alle situazioni problematiche o faticose, in realtà lo stress è associato al cambiamento e anche un cambiamento positivo ne è fonte.  Siamo inoltre abituati a pensare che una vita senza stress sia auspicabile, in realtà una vita senza stress non potrebbe neppure essere definita tale e lo stress, nelle giuste dosi, è un importante alleato per il nostro benessere fisico e psicologico, poiché funziona da innesco, da principio attivo per le reazioni al cambiamento e può manifestarsi in modalità differenti da individuo a individuo.

La fisiologia del cambiamento - Non tutti reagiamo nello stesso modo di fronte al cambiamento. Si analizzeranno i due poli opposti della tolleranza al cambiamento.

Le patologie del cambiamento. Si analizzeranno i due poli opposti dell'atteggiamento patologico verso il cambiamento: si vedrà come un atteggiamento eccessivamente positivo o negativo conduca alla rovina nei processi di cambiamento

LA GESTIONE DEL CAMBIAMENTO: QUALI LE MOTIVAZIONI CULTURALI?

• Cultura del non sbaglio

• Quantità di informazioni in circolazione - In ogni momento, il ritmo e la quantità di informazioni in circolazione è soverchiante rispetto alla capacità degli individui di gestirle e processarle 

• Velocità di cambiamento delle informazioni - Le informazioni in nostro possesso  hanno  una scadenza brevissima per cui non solo riusciamo a maneggiarne poche ma anche quelle poche devono essere sostituite con una frequenza sconosciuta ai nostri avi

• Le strutture a silos - Quantità di informazioni in circolazione e velocità di cambiamento delle informazioni generano un senso di impotenza e di frustrazione e incidono sul nostro modo  di  comunicare,  modificandolo profondamente.  I vecchi modelli organizzativi prevedevano distinzioni molto rigide e scarse comunicazioni; l’avvento di una realtà complessa richiede che i “silos” si aprano e comunichino tra loro. Questo naturalmente non è un processo indolore e si rischia che insorgano altri tipi di conflitti

 • Viscosità: “si è sempre fatto così!” - (Cromo – “Il sistema periodico” di Primo Levi) - Una citazione di un bell’esempio riportato da Primo Levi nel suo libro, in cui descrive come un cambiamento generato in un momento ben specifico e per risolvere problemi contingenti sia stato inglobato nel sistema con conseguenze inaspettate.

 IL (DIFFICILE) PERCORSO DEL CAMBIAMENTO

L’integrazione di conoscenza e la consapevolezza sono necessarie per creare un nuovo standard volto a riuscire ad ottenere un cambiamento. La sola conoscenza, infatti, non basta: serve anche la consapevolezza, ovvero la traduzione di quei comportamenti in azioni concrete. È questo il passaggio più difficile. 

Obbiettivi

Obiettivo  della  Conferenza  Teatrale  è  aiutare  a  comprendere  il  concetto  di cambiamento, a riconoscere i comportamenti di resistenza (propri ed altrui) e a gestirli.  Ci si focalizza, quindi, sulle capacità necessarie per guidare il cambiamento, posto che  il  ruolo  di  guida  del cambiamento  è  oggi  quello  più  rilevante  nel  mondo delle organizzazioni. 

In scena

PAOLO VERGNANI

Psicologo e attore, master in ADR, da oltre quarant'anni tiene interventi formativi e consulenze su tematiche psicologiche e relazionali sia per aziende che per enti pubblici. Ha lavorato tra gli altri sulla gestione dei conflitti in Angola, Bosnia, Brasile, Iraq e Vietnam. È stato professore a contratto dell'Università di Ferrara dove ha avuto la responsabilità scientifica del master sulla gestione delle crisi e dei conflitti. Nel 1997 ha tenuto il primo spettacolo di Teatro d'Impresa in Italia. È presidente di SPELL.