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Trasformare il conflitto

Nuove prospettive per incontrare l'altro

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Come si riconosce l'altro dopo un'esperienza di conflitto? Come potersi fidare l'un l'altro da posizioni diverse e spesso dolorose?
Agnese Moro ha fatto un percorso che l'ha portata ad avere una diversa rappresentazione di sé e dei suoi "nemici", coloro che hanno aderito negli anni 70 alla lotta armata e che sono stati coinvolti nel rapimento e omicidio di suo padre.
L’esperienza del Gruppo dell’Incontro, realizzata in sette anni di incontri mediati tra oltre settanta persone protagoniste tra vittime e responsabili della lotta armata degli anni Settanta ha segnato un paradigma culturale, emotivo e sociale che ha mostrato cosa accade quando si diventa capaci di andare al di là dell’identità di vittima e di colpevole, rompere il muro e riparare le ferite degli uni e dare un senso e una nuova verità agli errori degli altri. È stata un'esperienza di dono reciproco, un darsi all'altro senza barriere, cercando di superare il pregiudizio. Nel percorso dell’Incontro i rei non hanno avuto nessun avvocato a interrogarli e nessun giudice chiamato a pronunciare sentenze (già peraltro emesse, visto che gli “ex” che hanno preso parte al lavoro hanno scontato le loro pene o lo stanno facendo). Un sacerdote, un criminologo e una docente di diritto penale a mediare un confronto fatto di oltre un centinaio di incontri nel corso dei quali tutto è stato gettato sullo stesso tavolo: i dolori laceranti di chi in quella stagione ha perso un familiare, i dubbi angosciosi su verità ricostruite a posteriori nel linguaggio della giustizia ordinaria, quasi mai capace di dare piena soddisfazione al bisogno di sapere il come e il perché dei fatti. 

Come può questo processo e percorso essere di esempio per affrontare conflitti diversi e anche minori della nostra vita? A modificare l'immagine che abbiamo di noi e degli altri? A comprendere quanto gratuità ci sia nella relazione vera con l'altro?
Sarà utile per dare una risposta il racconto di Agnese Moro, che ha vissuto sulla sua pelle la fatica della riparazione e con grande lucidità oggi può narrare questa postura verso gli altri e la vita.

Coordinamento

VALERIA CANTONI

Presidente di ArtsFor, società che a partire dall’incontro tra le humanities e le diverse discipline crea progetti culturali e percorsi di cambiamento e apprendimento organizzativo incentrati sullo sviluppo della persona nella sua integralità. Filosofa e mediatrice umanistica del conflitti, ha creato “Leading by heart”, progetto e metodo formativo per una leadership inclusiva che sa creare ambienti di lavoro emotivamente sicuri, fertili e antifragili. Dal 2007 è docente del corso "Arte e Impresa" all'Università Cattolica di Milano e dal 2015 al 2021 è stata membro del CDA della Fondazione Adolfo Pini, dove ha ideato e diretto il progetto Casa dei Saperi. Ha tre fonti di apprendimento: i libri, la lunga esperienza di formatrice con i manager, i figli adolescenti, che la pongono ogni giorno di fronte all’inatteso. Da febbraio 2020 si aggiunge anche il Covid19 che le ha permesso di scrivere due libri: “Lingua, estetica della soglia” (Fefé editore 2021) e “Leadership di cura, dal controllo alle relazioni” (Vita e Pensiero 2021)

Ospite

AGNESE MORO

Laureata in psicologia. Ha lavorato 10 anni alla Cisl nazionale presso l'Ufficio studi con diversi incarichi; poi per alcuni anni in centri di ricerca sociale privati. Dal 2011 per 10 anni ha scritto con continuità sul quotidiano La Stampa, anche con la rubrica “Costruire cose buone”, e dallo stesso anno sul mensile “Madre”. Partecipa alle attività del Centro di Documentazione Archivio Flamigni (di cui è socia) e alla “Rete degli Archivi per non dimenticare” promossa dal Centro stesso. Dal 1978 è impegnata perché di suo padre Aldo siano ricordati la vita e il pensiero e non solo il modo della sua morte. Ha scritto un libro su di lui, “Un uomo così“, edito da Rizzoli. Dal 2010 è parte di un gruppo di dialogo e di amicizia tra ex appartenenti alla lotta armata e persone che a vario titolo ne sono state vittime, esperienza narrata ne “Il libro dell’incontro” (Il Saggiatore) curato da Guido Bertagna , Adolfo Ceretti e Claudia Mazzucato. 

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