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Geopolitica

Obiettivi

Se si cerca di presentare l'attualità geopolitica in una prospettiva di lungo periodo, può essere utile fare leva sulle tecniche e sul pensiero degli Studi di futuro. Per essere pronti alla prossima discontinuità geopolitica – o forse storica – e farsi cogliere un po' meno impreparati.

La guerra in Ucraina non è solo una tragedia che fa ripiombare l'Europa in qualcosa che credeva di aver dimenticato, perché potrebbe avere anche molte traiettorie evolutive dal punto di vista geopolitico tali da creare altre grandi discontinuità potenziali.

Per questo motivo è necessario, anche in geopolitica, assumere una visione di lungo termine. Quando la crisi è ormai scoppiata, la questione si "riduce" alla gestione dell'emergenza sotto il profilo bellico, diplomatico e umanitario. Similmente a quanto avviene dopo un terremoto, un'inondazione o una pandemia: questo è il momento della "protezione civile", di gestire giorno per giorno l'emergenza: una questione di contingency plan.

Ogni tunnel ha però la sua fine, ma ancora prima che torni la luce, si dovrebbe cercare di capire anticipatamente quali potrebbero essere le prossime crisi ed evitare che accadano e che portino ad escalation con conseguenze nefaste nel medio e lungo termine.

DOCENTE

ANTONIO FURLANETTO

Scrisse il primo articolo sul rischio nel 1996 per la rivista aziendale della compagnia di assicurazioni per cui lavorava e, anche se non divenne un best-seller, fu il primo segno di quell’interesse curioso di sapere “cosa succede se…” che non si è mai spento. Anche calcolare riserve per sinistri catastrofali di responsabilità civile lo ha spinto a gettare lo sguardo oltre il presente.
Trentino di adozione ma triestino di nascita, si è portato dietro una fatale passione per la cultura tedesca e quella slava, finendo per specializzarsi nel problem solving transnazionale dove culture aziendali, giuridiche ed economiche differenti sono spesso in conflitto.
Ha studiato presso le università di Trieste, Berlino, Lubiana e Genova (Responsabilità civile).

È anche manager, traduttore professionista ma, cosa più rilevante, ha guardato un “cigno nero” negli occhi e quindi può parlarne con cognizione di causa. Lavorando per -skopìa ha reimparato a studiare e si è innamorato delle “linee del tempo” e dei macrotrend.