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Geopolitica

Obiettivi

Gli italiani sono un popolo appassionato di storia e di politica. Siamo più precisamente grandi consumatori dell’attualità politica, che seguiamo attraverso innumerevoli trasmissioni e talk-show televisivi, nonché su testate giornalistiche sul web e sui social più frequentati. Per tradizione siamo anche molto campanilisti con tendenza a prendere partito, a schierarci e a discutere in modo veemente sulle questioni scottanti. Non mancano tra di noi i complottisti, gli estremisti, i “no-qualcosa” e, come avviene per la “nazionale” calcio di cui siamo quasi tutti coach esperti, diventiamo quasi tutti presidenti del consiglio o capi di stato e persino capi di stato maggiore.

Ma tutto questo si esaurisce quasi sempre nell’attualità o, al limite nella breve prospettiva di una legislatura o di una tornata elettorale, spesso degnando solo di pochi sguardi cosa avviene fuori dai nostri confini. Anche la poca geopolitica che si discute fuori dagli ambiti specialistici è “geopolitica del presente”.

Cercheremo di uscire dalla “gabbia del presente” e nella sessione del corso dedicata alla Geopolitica, appunto, partiremo dall’attualità per parlare di futuri, di tendenze di medio-lungo termine, di grandi potenze e di mezze potenze, di possibili nuove angolature con cui vedere l’evoluzione delle nostre società e della nostra civiltà che restano a rischio sulla lunga distanza, comunque la si voglia vedere.

DOCENTE

ANTONIO FURLANETTO

Scrisse il primo articolo sul rischio nel 1996 per la rivista aziendale della compagnia di assicurazioni per cui lavorava e, anche se non divenne un best-seller, fu il primo segno di quell’interesse curioso di sapere “cosa succede se…” che non si è mai spento. Anche calcolare riserve per sinistri catastrofali di responsabilità civile lo ha spinto a gettare lo sguardo oltre il presente.
Trentino di adozione ma triestino di nascita, si è portato dietro una fatale passione per la cultura tedesca e quella slava, finendo per specializzarsi nel problem solving transnazionale dove culture aziendali, giuridiche ed economiche differenti sono spesso in conflitto.
Ha studiato presso le università di Trieste, Berlino, Lubiana e Genova (Responsabilità civile).

È anche manager, traduttore professionista ma, cosa più rilevante, ha guardato un “cigno nero” negli occhi e quindi può parlarne con cognizione di causa. Lavorando per -skopìa ha reimparato a studiare e si è innamorato delle “linee del tempo” e dei macrotrend.